Come ogni processo comunicativo dove quanto già espresso, sperimentato, diventa “memoria” per nuove ricerche, anche il percorso espressivo di Rizzato conosce in questo periodo una significativa “riduzione” dell’evidenza accordata a una soluzione plastica che, se ulteriormente ripetuta, avrebbe certamente aumentato la riconoscibilità del lavoro, ma anche la sua trasformazione in “stereotipo”.
Partendo allora dal medesimo modulo precedentemente identificato e sperimentato, in questa fase Rizzato ne semplifica la complessità, aumentando le differenze di dimensione dei ritagli e invadendo nella sua totalità il campo: emergono aree fortemente differenziate dal punto di vista del peso plastico e della complessità di figure presenti nella singola zona.
Se il “percorso” nelle opere precedenti era affidato a un elemento sovrapposto al fondo, ora i due elementi interagiscano alle soglie dell’identificazione: in questo modo si esalta in senso musicale un andamento “ritmico” disciplinato fra il tempo di lettura e lo spazio fisico della composizione.